T+ T-
 
 
Nella sua vasta e articolata produzione artistica, caratterizzata da raffinate e colte suggestioni letterarie, da inquietanti visioni fantastiche e surreali, ma anche da una sensibile figurazione legata alla realtà che lo circondava, Mario Lattes ha sempre avuto un grande interesse per la ritrattistica mai però intesa in senso banalmente convenzionale. I suoi ritratti sono disegnati e dipinti con incisiva attenzione all’identità individuale, con connotazioni che vanno da quelle più intimistiche (in particolare nel caso di familiari) a quelle fortemente espressioniste e visionarie, come nel caso del volto di Franz Kafka, derivato da una foto ma trasfigurato in una enigmatica atmosfera lunare.


DAPHNE

DAPHNE


Di speciale rilevanza sono i numerosi autoritratti in cui l’artista sembra scavare a fondo dentro la propria problematica e scontrosa dimensione psicologica esistenziale. Esemplare in questo senso è l’Autoritratto con cappello, marionette e uccello (1990).


RAMA

CAROL RAMA - Autorritratto


La mostra propone un gruppo significativo di questi lavori di Lattes, che entrano in fluido dialogo con una variegata antologia di ritratti e autoritratti di pittori e scultori (molti suoi amici) della sua generazione o di quella appena precedente, con cui ha esposto e ha interagito nel contesto artistico torinese e italiano.


LEVI

LEVI - Ritratto maschile



La selezione comprende opere di Felice Casorati; di esponenti del gruppo dei Sei come Jessie Boswell, Francesco Menzio e Carlo Levi; di Luigi Spazzapan, Italo Cremona e Mario Calandri; e di tre notevoli pittrici come Nella Marchesini, Daphne Maugham e Carol Rama. Tre sono le sculture esposte: una preziosa testa femminile in cera di Giacomo Manzù; una figura quasi astratta di Sandro Cherchi e un ritratto cubisteggiante di Mario Giansone.


Bowell

BOWELL- Autoritratto



Ci sono anche due belle incisioni: delle nitide fisionomie incise dell’amico cecoslovacco Jiri Anderle e un sintetico volto di Mario Surbone.
Tra i dipinti di più delicata qualità tonale sono da citare soprattutto il piccolo ritratto della moglie Ottavia di Menzio; e un ritratto molto intenso della modella Lidia di Calandri, accompagnato da un disegno preparatorio delineato con altrettanta sensibilità. Un altro ritratto di modella, ma decisamente più ludico e un po’ osé è Vittoria sul cavallo di gesso di Cremona.
Particolarmente interessante è il confronto fra gli introversi autoritratti di Lattes e quelli di alcuni di questi artisti tra cui quello ironico in canottiera di Cremona; quello carico di vitale tensione segnica di Spazzapan; quello intenso e melanconico di Daphne Maugham; l’onirico Risveglio con la madre di Levi, dove il pittore si rappresenta con un solo occhio aperto; e quello di bizzarra espressività di Carol Rama.
Il percorso espositivo mette in scena circa cinquanta opere che dimostrano, con un fluido gioco di accostamenti, quanto il tema dei ritratti sia sempre al centro della pittura figurativa.
Francesco Poli


note legali e informative varie.